L’orma nel web. orma.png

La narrazione di quello che avviene in una classe, lezione dopo lezione, rimane quasi sempre inespressa se non come dati su un registro o compiti cartacei in archivio. Dovrebbe invece essere in un luogo visibile a tutti, diventare patrimonio di una comunità per riviverla, riusarla, superarla. L’agorà dei nostri giorni è il web; frequentarlo, interagire, abitarlo e contribuire ad arricchirlo è un bisogno che i nostri studenti avvertono, ma spesso soddisfano unicamente rispondendo a interessi momentanei, seguendo gli amici sui social network o chattando. Diventare cittadini della rete comporta l’acquisizione di competenze, non solo tecnologiche, che la nostra scuola si è impegnata a sviluppare [Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio 18/12/2006; Regolamento sul Nuovo Obbligo di Istruzione, 2007 e susseguenti riforme] .

Ho pensato di creare un ambiente collaborativo che contiene guide per strutturare testi multimediali, video e podcast suddivisi per disciplina, tutorials sull’uso di software, e una “griglia di valutazione di un testo scritto, visivo, multimediale” che corrisponde quasi esattamente alla griglia di valutazione adottata dal dipartimento di lingue dell’istituto: l’unico cambiamento è “varietà espressiva” al posto di “varietà linguistica”: un video è un testo, comunica un messaggio utilizzando più linguaggi, deve essere coerente e coeso, efficace, argomentato e organizzato; la rubrica valutativa che uso è la stessa che uso per i compiti in classe; la perizia nell’uso delle tecnologie rientra nell’efficacia comunicativa, il contributo al gruppo nell’autovalutazione degli studenti.

La scuola ci ha abituato prevalentemente a coltivare i linguaggi verbale (il tema e l’interrogazione) e simbolico (matematico e scientifico), molto meno quelli visivo e cinestetico. La tecnologia e il web ci permettono di ampliare la gamma dei linguaggi che i nostri studenti possono usare, aggiungendo valore alla loro formazione.

I video realizzati dai miei studenti non sono perfetti come spot televisivi, rivelano incertezze sul piano dei contenuti e su quello delle tecnologie. Testimoniano un percorso di apprendimento, esattamente come i pacchi di compiti in classe che, muti, rimangono negli archivi. La scuola deve occuparsi dei linguaggi multimediali. E così come non si può solo saper leggere, ma anche saper scrivere, la produzione di elaborati multimediali deve entrare a far parte della didattica.

Spero che questo progetto vi interessi e che i vostri studenti contribuiscano ad arricchire questa mediateca, per imprimere molte orme nel web.

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Prof. Carla Langella